giovedì 26 gennaio 2017

Paul Thomas Anderson, "Vizio di forma" e quella firma sulla mia tesi di laurea


Occasionalmente, la funzione di Facebook che ogni giorno propone agli utenti ricordi legati alle loro condivisioni virtuali degli anni precedenti ti riserva delle belle sorprese. Proprio oggi è stata una di quelle volte. Il 26 gennaio di due anni fa, infatti, incontravo insieme ad altri giornalisti Paul Thomas Anderson (oltre a Joaquin Phoenix e la produttrice JoAnne Sellar), nell'ambito dell'attività stampa romana per l'uscita del suo ultimo lungometraggio di finzione: il capolavoro Vizio di forma.
Essendo da quasi due decenni un grandissimo ammiratore del regista losangelino (la visione di Magnolia a 13 anni in un certo senso mi ha cambiato la vita, d'altronde il nome di questo blog non è frutto del caso), incontrarlo per la prima volta in un contesto che non fosse una distaccata conferenza stampa di un Festival rappresentava per me un momento particolarmente sentito. E ricordo con estremo piacere la mezz'ora scarsa passata con lui, per certi aspetti anche introverso ma molto disponibile e alla mano.


A seguito di quella mattinata scrissi un'intervista per il sito di Fabrique du Cinéma e un approfondimento su Vizio di forma per Movieplayer. La cosa che mi rese più felice fu però il fatto che alla fine della round table (un incontro stampa con un numero ristretto di giornalisti che ha l'occasione di fare qualche domanda) lo stesso Anderson mi venne incontro per stringermi la mano e comunicarmi che era stato davvero un piacere conoscermi. Sentirsi dire una cosa del genere da quello che consideri il più importante regista al mondo attualmente in attività non è una cosa che capita tutti i giorni e il bello è stato che non era assolutamente tenuto a farlo, soprattutto considerando che non si trattava di un'intervista one to one, in cui la stretta di mano è spesso dovuta o comunque di circostanza. Vista l'atmosfera che si era creata, trovai poi il coraggio di chiedergli di firmarmi la tesi di laurea che avevo scritto sul suo cinema e il risultato lo potete vedere nell'immagine qui sopra in apertura di articolo.


Questo stesso giorno di due anni fa decisi di non pubblicare nulla a riguardo sul blog, per timore che venisse fuori un post troppo autoreferenziale. Oggi, però, ripensare inaspettatamente a quel momento mi ha reso felice e ho deciso così di condividerlo con voi, che mi leggete da più di sei anni e ben conoscete la mia smisurata passione per il cinema di PTA.

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